Innanzi
tutto, come chiavi di accesso possono essere utilizzate molte
differenti tecnologie come i badge magnetici, le chip-card a
contatto, tessere di prossimità cioè senza contatti,
chiavi elettroniche, bottoni.
La
diversità delle possibili soluzioni sul tipo di chiave
da utilizzare consente di meglio adattarsi alle necessità
del cliente il base alla sicurezza , al costo, alla possibilità
che il cliente disponga già di un supporto magari utilizzato
per altre funzioni.
I
terminali di varco preposti alla lettura della chiave (di qualsiasi
tipo essa sia) possono essere realizzati nei modi più
congegnali per l’applicazione come ad esempio essere dotati
di display o meno.
I terminali di varco sono collegati ad una CPU di varco che
a sua Volta è collegata con un PC supervisore.
La
connessione tra CPU e PC può essere ottenuta o attraverso
una linea appositamente cablata oppure collegandosi direttamente
alla rete LAN aziendale se presente.
All’interno di uno stesso impianto possono coesistere diverse
tecnologie di collegamento fra CPU e PC supervisore.
Sono ovviamente possibili anche connessioni di tipo wire-less
sia con standard per reti LAN sia con dispositivi proprietari.
L’estrema capacità del sistema ad adattarsi a specifiche
di volta in volta particolari e data dal fatto che esso e stato
completamente pensato e realizzato all’interno della nostra
struttura.
Le CPU di varco sono strutturate in modo di poter funzionare
anche in assenza del PC supervisore in quanto le liste delle
chiavi abilitate, configurabili singolarmente con 8 diverse
abilitazioni, sono contenute all’interno della CPU.
Va notato che diverse liste possono essere inviate a CPU diverse
in modo che ogni stazione possa consentire l’accesso a personale
differente.
Le CPU in assenza del collegamento con il PC memorizzano l’operazione
al loro interno in attesa che il collegamento sia ripristinato.
Anche il tentativo di utilizzo di una chiave in black-list viene
memorizzato e trasmesso al PC.
Oltre ad dati univoci delle chiave viene memorizzata la data,l’ora,
il varco e la direzione.
Le CPU possono controllare ad esempio l’attivazione di una serratura
elettrica in caso di chiave valida inoltre, possono esservi
collegati sensori per il rilevamento di vario tipo (infrarossi
per il controllo di aree, rilevatori di gas, sensori a porte
o finestre).
Una
funzione ad esempio richiestaci da un cliente è la rilevazione
dell’apertura di una porta manualmente senza l’utilizzo della
chiave.
Tutte queste informazioni e gli stati (funzionali, sensori)
sono visibili sul monitor del sistema supervisore oltre ad essere
memorizzate.
E’ possibile anche inviare manualmente, attraverso il PC supervisore,
dei comandi diretti come l’attivazione della centrale allarme,
l’accensione di una luce o qualsiasi altra funzione attivabile
elettricamente, è chiaro che l’accesso a particolari
funzioni è protetto da password gerarchiche.
Le CPU possono essere programmate anche con funzioni TIMER per
l’attivazione a tempo di apparecchiature o altro.
Da quanto detto si intuisce che questo impianto può,
in alcuni casi, integrare o sostituire un impianto di allarme
oltre a realizzare un controllo in tempo reale della situazione.
Tornando alle classiche attività di controllo accessi,
i dati scaricati dalle CPU e raccolti dal PC supervisore sono
concentrati in tabelle giornaliere da cui possono essere ottenuti
tutti i dati necessari.